Un viaggio educativo tra natura e conoscenza

Un viaggio educativo tra natura e conoscenza

Siamo giunti in quinta, il primo traguardo scolastico si palesa all’orizzonte. Con l’anno prossimo l’orto scolastico sarà gestito dai genitori del nuovo ciclo. E’ ora di tirare le somme sull’orto didattico: un viaggio educativo tra natura e conoscenza che ci ha accompagnato per 4 anni. Un vero e proprio laboratorio di vita. E’ un ambiente in cui si coltivano non solo piante, ma anche valori, competenze e consapevolezza ambientale.

Crescere con la natura

L’esperienza dell’orto scolastico si fonda su obiettivi di apprendimento che mirano a sviluppare nei giovani una serie di competenze fondamentali, capaci di accompagnarli nel loro percorso di crescita personale e civica. Si viene a creare un ambiente di apprendimento vivo e coinvolgente. Una volta capito che l’idea di non doversi sporcare non va, sono liberi di curiosare, apprendere e capire come “funziona” la natura.

Favorire un atteggiamento esplorativo

L’orto è un laboratorio a cielo aperto dove si sperimentano metodi di indagine scientifica. I ragazzi imparano a formulare domande, a ipotizzare soluzioni, ad osservare e a condurre semplici esperimenti, sviluppando analisi non da poco. La metodologia scientifica diventa così uno strumento naturale per esplorare il mondo, stimolando il pensiero critico e la capacità di problem solving. Capita sempre più spesso che i bambini propongano colture per loro golose o test su “i perché” chiesti agli adulti. A volte sembra che giochino semplicemente con il fango, ma alla domanda “che state combinando” rispondono “hai visto quanta acqua che assorbe questo terriccio”. Così li lasci fare perché stanno esplorando.

Potenziare capacità di attesa e rispetto

L’orto insegna anche la pazienza e il rispetto dei tempi della natura. Gli studenti imparano i ritmi di crescita delle piante, ad attendere con pazienza i frutti del loro lavoro e a rispettare l’ambiente e le persone con cui condividono questo spazio. Questi valori si traducono in un atteggiamento di rispetto e cura che si estende anche alla vita quotidiana. Se il pomodoro impiega circa 3 settimane a maturare, possiamo osservare le varie colorazioni secondo il grado di maturità. Quando finalmente è rosso si inizia la festa dell’assaggio.

Conoscere l’agricoltura biologica

Un altro obiettivo fondamentale è la conoscenza delle pratiche di agricoltura biologica, sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Scoprire come le tecniche di coltivazione naturali possano contribuire alla salute del pianeta e alla propria salute, valorizza la biodiversità e riduce l’uso di sostanze chimiche dannose. Spesso però nell’agricoltura biologica vengono consentite sostanze che, in grande quantità, possono nuocere all’uomo. E’ il caso del rame che ne viene spruzzato così tanto da rendere le colture azzurre, come se fosse innocuo. Nel nostro orto didattico abbiamo per questo raggiunto il livello successivo al biologico, la coltivazione naturale. Non spruzziamo nulla, interveniamo manualmente laddove gli insetti antagonisti tardano ad arrivare.

Comprendere il ruolo del suolo e i cicli naturali

Con la coltivazione naturale, il suolo diventa un protagonista dell’apprendimento. Gli studenti approfondiscono le caratteristiche del terreno, il suo ruolo nel ciclo di vita delle piante e l’importanza di preservarne la qualità naturale senza aggiungere prodotti di sintesi. Questa consapevolezza li avvicina alla comprensione dei processi naturali e alla responsabilità di prendersene cura. Più il suolo è in salute e meno le piante avranno carenze, il che comporta un livello più alto di autodifesa dei nostri ortaggi.

Quando ti accorgi che tutto questo è stato assorbito dai ragazzi capisci che il viaggio educativo ha funzionato ed è bene che si cominci con un altro gruppo di bambini.

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